Come Funzionano le Transazioni nel Mercato del Forex



Il Foreign Exchange Market si fonda su di un sistema complesso e strutturato in cui due controparti trovano un accordo, di solito in maniera diretta, per effettuare un’operazione di compravendita di valute estere.

Un partecipante del mercato Forex, per concludere un’operazione di questo genere, dovrà acquistare una valuta a sua scelta cedendone un’altra o, al contrario, vendere una valuta acquistandone un’altra.

Questo è esattamente il sistema in cui avvengono le transazioni all’interno del mercato Forex. Tutte queste operazioni si basano sull’esistenza di “currency pairs” o “coppie di valute” standard e, proprio queste coppie vengono utilizzate come base per la compravendita di valute estere.

Vediamo nel dettaglio come funziona una transazione.

Va ricordato prima di ogni altra cosa che in tutte le “currency pairs” la prima valuta della coppia è definita “valuta base” o “base currency” mentre la seconda è chiamata “valuta contatore” o “counter currency” oppure “valuta quotata” o “quote currency”.

E’ sempre la “base currency” ad essere utilizzata come “base” per gli acquisti e per le vendite. Decidendo di acquistare EUR/USD, cioè, si acquistano Euro e si vendono Dollari statunitensi mentre, decidendo di acquistare USD/JPY, si acquistano Dollari statunitensi e si vendono Yen giapponesi.

Dovremo ora specificare che ogni valuta all’interno del mercato Forex viene indicata con una sigla identificativa, del tipo “EUR” per l’Euro o “USD” per il Dollaro americano e lo stesso avviene per le sopracitate coppie di valute, come vedremo più avanti.

Le principali otto valute tradate nel Foreign Exchange Market sono le seguenti:

USD = “U.S. Dollar” o Dollaro Statunitense;
EUR = “Euro” o Euro;
GBP = “British Pound” o Sterlina Inglese;
JPY = “Japanese Yen” o Yen Giapponese;
CAD = “Canadian Dollar” o Dollaro Canadese;
CHF = “Swiss Franc” o Franco Svizzero;
NZD = “New Zealand Dollar” o Dollaro Neozelandese;
AUD = “Australian Dollar” o Dollaro Australiano.

La compravendita non avviene, però, su singole valute ma su coppie di valute: questa operazione implica, quindi, che vendendo una valuta della coppia si debba acquistare l’altra e che, viceversa, acquistando una valuta della coppia si debba cedere l’altra.

Il Forex Trading è sostanzialmente basato sulla compravendita di 18 coppie di valute:

USD/CAD = dollaro americano contro dollaro canadese;
EUR/USD = euro contro dollaro americano;
USD/CHF = dollaro americano contro franco svizzero;
GBP/USD = sterlina inglese contro dollaro americano;
NZD/USD = dollaro neozelandese contro dollaro americano;
AUD/USD = dollaro australiano contro dollaro americano;
USD/JPY = dollaro americano contro yen giapponese;
EUR/CAD = euro contro dollaro canadese;
EUR/AUD = euro contro dollaro australiano;
EUR/JPY = euro contro yen giapponese;
EUR/CHF = euro contro franco svizzero;
EUR/GBP = euro contro sterlina inglese;
AUD/CAD = dollaro australiano contro dollaro canadese;
GBP/CHF = sterlina inglese contro franco svizzero;
GBP/JPY = sterlina inglese contro yen giapponese;
CHF/JPY = franco svizzero contro yen giapponese;
AUD/JPY = dollaro australiano contro yen giapponese;
AUD/NZD = dollaro australiano contro dollaro neozelandese.

Quando un investitore decide di operare nel Forex trading, vedrà che ogni coppia possiede una specifica precisa sia sul “bid” che sull’ “ask” cioè sia sulla domanda che sull’offerta.

Per esempio, vedrà che per la coppia EUR/USD saranno specificate sia la “bid”, per esempio, 1.5410 sia l’ “ask”, per esempio, 1.5420. Questi valori indicano che il trader sul forex potrà comprare un Euro vendendo 1.5420 Dollari americani oppure vendere un Euro comprando 1.5410 Dollari americani.

Ogni operazione ha sempre due direzioni, opposte tra loro: una di acquisto ed una di vendita o al contrario, una di vendita ed una di acquisto. Detto questo va da sé che, se apro una posizione acquistando 120.000 EUR/USD, non potrò che concluderla vendendo 120.000 EUR/USD.

Il profitto forex su questo genere di operazioni può derivare da due tipologie di orientamento:

1) comprare una coppia per poco per poi rivenderla a prezzo maggiore;

2) vendere una coppia per un prezzo alto e poi ricomprarla a prezzo minore.

Il profitto viene, perciò, ricavato dalla differenza dei tassi di cambio tra le diverse monete estere, di volta in volta acquistate o vendute dal trader. Per questa ragione, il piazzamento di un ordine di acquisto o di vendita non deve essere casuale ma ragionato.

Solo se l’investitore anticipa correttamente gli andamenti del mercato e pianifica ogni sua futura operazione di trading non rischierà di perdere il suo capitale, traendo profitto.