Felici e di buon umore? È il momento di fare shopping



Sembra esserci un legame diretto tra il buon umore e la voglia di comprare qualcosa, sia in negozio che (più facilmente) online: lo rivela una indagine di un portale specializzato nelle vendite via Web, che ha chiesto ai consumatori italiani quale sia il momento in cui si sentono più propensi ad acquistare.

 

Forse non esiste il vero momento ideale, eppure c’è una fase emotiva che spinge (in maniera anche inconscia) a dedicarsi all’acquisto di un bene o di un servizio. Dopo anni di teorie e supposizioni, a confermare il legame tra shopping e stato emotivo è una ricerca condotta da Zalando, noto portale di vendite online, attraverso il coinvolgimento di un migliaio di consumatori italiani.

Le abitudini degli shopper. Questo sondaggio è servito a mettere in evidenza le abitudini degli italiani in fatto di acquisti, sottolineando da un lato il potere terapeutico dello shopping per migliorare l’umore e, dall’altro, la propensione ad acquistare quando si è felici o si ha maggiore voglia di novità.

Il fattore buon umore. Entrando in dettaglio dei numeri emersi dall’analisi, scopriamo che la prevalenza dei consumatori italiani afferma di essere maggiormente spinto a fare shopping quando è di buon umore (quota del 54 per cento), mentre otto utenti su cento utilizzano le compere per distrarsi o consolarsi in momenti di cattivo umore o morale basso; il 35 per cento, poi, è più “diretto” e dichiara di fare acquisti solo quando è opportuno, senza condizionamenti legati all’umore.

Abitudini che cambiano. A quanto pare, gli uomini sono meno influenzabili dall’umore rispetto alle donne, mentre c’è un altro aspetto piuttosto interessante che emerge da questa ricerca: dopo gli acquisti, gli italiani sono poco propensi a rendere i prodotti, anche quando insoddisfacenti, e addirittura nel 20 per cento dei casi si sentono a disagio o in colpa a rimandare indietro il pacco. In particolare, studiando le fasce di età, i più giovani sono quelli che mostrano le maggiori resistenze, mentre gli over 55 sono più esperti e si fanno meno problemi a restituire un prodotto; oltre all’aspetto psicologico, quasi la metà dei consumatori ha confessato di non aver esercitato il diritto di recesso perché non aveva voglia o tempo di restituire il prodotto.

L’importanza della socialità. Andando oltre le questioni legate all’umore e alla possibilità (o volontà) di restituire un prodotto, quando si parla dell’esperienza di acquisto online per gli italiani si rivelano importanti le componenti di ispirazione e relazione: l’assoluta maggioranza dei consumatori, il 93 per cento, compra non solo per se stessi ma anche per altre persone, mentre il 76 per cento dei navigatori si affida alla consulenza, ai consigli e alle opinioni di amici o parenti, per cercare siti affidabili o più vantaggiosi.

Condivisione dei segreti. In tema di vantaggi, e soprattutto di risparmio economico, il passaparola funziona anche nell’epoca del digitale, ed è uno dei “segreti” alla base della diffusione del couponing, la pratica della ricerca di codici di sconto attraverso piattaforme specializzate come Piucodicisconto da “riscattare” sui principali portali ecommerce del Web. Anche in questo caso, infatti, le procedure di acquisto in Rete sono attività “sociali“, che non si fanno in solitudine ma in maniera partecipata.

I consigli giusti. E social sono anche i canali da cui trarre ispirazione per i propri acquisti: Facebook e soci, insieme alle recensioni su altri siti Web, sono infatti il mezzo preferito da chi fa compere online, mentre continua a difendersi bene la Tv, apprezzata come “consigliera” da un terzo degli italiani. In fatto di tendenze, poi, risultano utili i prodotti suggeriti dai siti di shopping online, soprattutto se affini alla merce che si sta acquistando in quella fase.