Moody’s: 5 banche europee con titoli tossici



Arriva da l’ultimo allarme sui rischi legati ai titoli di cinque grandi banche europee alle prese con la questione dei derivati, asset tossici. Gli istituti di credito finiti sotto la lente di ingrandimento di Moody’s sono: BarclaysCredit Suisse GroupDeutsche BankRoyal Bank of Scotland Group (RBS), e UBS.

 

Cosa dicono gli esperti

Nell’ultimo rapporto elaborato dagli analisti di Moody’s si legge che le cinque banche europee, nel corso dell’ultimo anno, hanno continuato a ridurre i loro asset “non-core”. Nonostante l’impegno, però, prese complessivamente il valore degli asset tossici a loro riconducibili, alla fine di giugno, ammonta ancora a 549 miliardi di dollari. Un elemento che, secondo quanto rilevato dagli analisti dell’agenzia di rating, continuerà a pesare sui loro profili di debito. Inoltre, è prevedibile anche che lo smaltimento dei derivati rallenti il passo nei prossimi 12-18 mesi. Nello studio, infatti, si legge che il freno potrebbe esser tirato “visto che le condizioni operative sono destinate a diventare più difficili e la liquidità inferiore degli asset rimanenti renderà più difficile la loro vendita“.

Le conseguenze

Conseguenza diretta di questo fenomeno è la volatilità, molto prevedibile, degli utili degli istituti di credito. “Anche dopo che gli asset saranno venduti, – si legge ancora nel documento elaborato dall’agenzia di rating – i costi associati a cause legali pendenti e le varie revisioni di condotta incideranno sulla redditività delle banche“.

Nel dettaglio

Quattro i principali fattori di rischio che rendono tossici i titoli bancari: AbsCdoNpl e mutui subprime cartolarizzati. Sono questi gli elementi presi in considerazione dagli analisti nell’elaborazione del report relativo alle banche europee e alla loro salute. Andando nel dettaglio delle singole banche, Moody’s Investors Service evidenzia come Ubs, dal 2012 ad oggi, sia riuscita a smaltire solo circa il 30 per cento dei propri elementi tossici. Ha fatto un po’ meglio Barclays che tocca, invece, il 50 per cento. Nonostante tutto, con riferimento alla quantità e al controvalore dei titoli tossici è proprio la banca inglese a soffrire di più: l’ammontare è pari a oltre 300 miliardi. Segue la Royal Bank of Scotland, già salvata dal governo inglese durante i momenti più bui della crisi. A pesare ancora sull’istituto di credito scozzese è la quota di titoli tossici pari a 133 miliardi. Terzo e quarto posto spettano a Ubs e Credit Suisse, quasi appaiate con un fardello tra i 57 e i 56 miliardi di euro rispettivamente. Va meglio per la più discussa, la banca tedesca Deutsche Bank, che fa registrare un valore complessivo di tossicità non superiore i 5,8 miliardi.

 

Attenzione agli investimenti

Il peso di questi titoli coinvolge direttamente anche gli investitori che in portafogli hanno titoli legati a questi istituti di credito. Il rendimento degli investimenti finanziari può, infatti, essere inficiato da problematiche che le banche non riescono ancora a risolvere al 100 per cento e per questa ragione prima di azzardare scommesse rischiose è bene consultare e approfondire i temi della finanza grazie alla collaborazione di un consulente finanziario di fiducia o approfittando delle opportunità offerte dal web, a partire dalle guide del portale Fissovariabile.it, da sempre al servizio dei cittadini. Più rischioso è l’investimento più è redditivo, uno dei cardini della finanza non può certo essere sconfessato ma prima di scommettere su titoli rischiosi è bene prepararsi, almeno per conoscere a fondo anche i rischi verso i quali ci si sta indirizzando. Il web consente anche ai soggetti del tutto a digiuno di finanza di dotarsi di una prima infarinatura molto utile per entrare in confidenza con un mondo apparentemente molto complesso.