Prestiti Cambializzati: ci sono dei rischi?



Parlare di crisi economica è percepito oggi come un argomento utile per riempire uno spazio che altrimenti rimarrebbe vuoto, in quanto è un tema sentito e risentito.

Bisogna però riconoscere che si tratta – purtroppo – di una situazione di perfetta attualità e i suoi effetti ci colpiscono direttamente.

In questo contesto storico-economico, il costo del denaro è collassato e l’accesso alla liquidità per le banche che erogano i prestiti non è mai stato così basso.

Si rileva un aumento delle richieste dei prestiti cambializzati, che erano entrati quasi in disuso fino a pochi anni fa. La causa di fondo è la presenza di un numero sempre maggiore di persone che non possono accedere ad un normale finanziamento, perché non dispongono di adeguate garanzie economiche.

Pensiamo ai disoccupati, la cui percentuale continua imperterrita ad aumentare, o al gran numero di persone costrette ad accontentarsi di lavoretti occasionali (è in continuo aumento anche il pagamento attraverso i voucher). Ma non solo: vi possono accedere giovani in cerca di prima occupazione, pensionati, stranieri, precari, lavoratori autonomi e gli stessi dipendenti.

I prestiti con cambiali sono diventati quindi una soluzione praticabile per molti, grazie alla richiesta di assicurazioni alternative, come la firma di un garante in possesso di un reddito, oppure l’ipoteca su un immobile, così che vi è comunque una certa protezione per la banca.

La modalità di richiesta di questo finanziamento è semplice e veloce. L’interessato può infatti rivolgersi alla banca o far da sé mediante internet. Bisogna sottolineare come il prestito avvenga entro cinque giorni dalla domanda, dimostrando quindi una tempistica di grande efficienza.

Una novità recente è anche l’aumento della cifra massima ottenibile: 60.000€. Ovviamente l’importo scelto dovrà essere restituito con un tasso d’interesse fisso personalizzato, con un piano di ammortamento solitamente variabile tra i 12 e i 120 mesi.

Il grande limite è proprio legato al tasso d’interesse elevato, che può arrivare addirittura al 16% , superando i confini della decenza. Certamente i forti interessi pagati servono per coprire le perdite derivanti da alcuni debitori che non saldano affatto i debiti e non sempre le garanzie rimborsano la banca come auspicato. Ad esso si aggiunge un’operatività limitata dovuta al fatto che le finanziarie operano soprattutto nelle grandi città, anche se l’aumento della richiesta ha prodotto un estendersi delle possibilità.

Abbiamo a che fare quindi con un’opportunità che deve essere vagliata, in modo da comprendere se si tratta effettivamente di una proposta utile o vantaggiosa: se una persona non ha la potenza reddituale di accedere ad un prestito migliore, ma ha tuttavia l’esigenza di richiederlo pur accettando cospicui interessi, quante possibilità ha di ripagare quel debito?

Partire da questa domanda potrebbe significare prevenire un circolo vizioso degenerante.